La mente razionale ha il controllo. La mente rilassata è connessa.
Il controllo è una forma di paura. La connessione è una forma di espansione (amore).
Sono discorsi complicati da spiegare, soprattutto il secondo che fa parte della spiritualità.
Ci sono alcune cose che piacciono e altre no, e non c’è un motivo razionale. Sono cose che fanno parte di noi e noi diamo per normali. Per esempio a me piace irrazionalmente la F1, guidare, riconoscere le piante [e se ho abbastanza memoria anche le proprietà medicamentose (che figo sto termine)], l’arte, la fotografia, i gatti, la spiritualità, la crescita personale, e tanto altro. Alla domanda “perché ti piace (argomento)?” non so dare una risposta netta, chiara, razionale. “Perché è così!” è la risposta che mi viene, anche se dentro ci sono molte motivazioni per ogni passione.
Ecco: questo esempio ti fa capire cosa è una connessione. Dietro non c’è raziocinio, è così e basta. Inspiegabile. Ma fantastico!
Mentre il controllo… eh, comodo è, ti fa risparmiare a volte, o a centinaia, cazzate stratosferiche. Infatti dietro c’è il controllo razionale della mente e delle azioni. Serve. Altrimenti non saremmo qui. Ma quando è eccessivo, quando ti controlla la vita costantemente, che non va bene.
Vediamolo a medaglia: in ombra è rigidità, paura, sfiducia nella vita o negli altri. Si manifesta come bisogno di prevedere tutto, di evitare l’imprevisto, di trattenere. Iin luce è la capacità di dirigere, di orientare con consapevolezza. È disciplina, organizzazione, cura.
La linea sottile è la presenza.
Con il controllo succede che sei sempre un passo avanti, sai (o pensi di sapere) cosa fare, anticipi problemi, tieni tutto sotto… controllo. È qualcosa che ti fa stare comodo (anche perché lo conosci), sicuro, ti fa sentire potente. Ma a che prezzo?
Con la presenza invece sei qui, ora. Non serve sapere tutto, non serve prevedere tutto.
NOTA: se il passato non si può cambiare, il futuro non si può prevedere. Dunque rilassati.
È come quando ti capita qualcosa che ti piace senza sapere perché -vedi sopra-. Non c’è ragione, c’è solo connessione.
La presenza non annulla il controllo, lo mette al suo posto. Ti permette di usarlo senza vivere nella paura, che ti blocchi, di guidare senza trattenere, di organizzare senza irrigidirti.
È l’equilibrio tra fare e fidarsi dell’ignoto. Paradossalmente più lasci andare, più sei stabile.
Perché la vita non è da fermare, non è da controllare. È da vivere. E restare presenti, connessi ce lo fa fare.
Ma attenzione: presenza non vuol dire fare cazzate o buttarsi senza pensare.
Significa stare attenti a quello che si fa, senza farti guidare dalla paura.
Serve a vivere con responsabilità e lucidità, non a evitare le conseguenze.
Il controllo vuole certezze.
La presenza vuole solo esserci.
Io quando mi rilasso non perdo il controllo.
Smetto solo di farmi comandare dalla paura.