E niente, oggi mi sento sola, sono sola. In realtà non è così, solo a livello fisico.
Ma è così, non ci posso fare niente se non volermi far annientare da un bisogno.
Ma ne vale? NO! Non ne vale per nessuno. Capito?? Praticamente neanche per sé stessi.
Qui dobbiamo guardarci in faccia e dirci una cazzo di verità: siamo esseri completi.
Non è qualcun altro a definirci, a completarci, a riempirci la giornata. Anche se siamo soli.
E questa cosa la dico perché mi fa incazzare a bestia. Non ci riesco proprio a farmela andare giù perché come sappiamo l’essere umano è un animale sociale e non è fatto per stare da solo.
Senza dare troppe colpe all’esterno, la responsabilità resta sempre comunque a noi: se vogliamo stare in mezzo alla gente basta uscire, aprire la bocca e dire “Ciao” ecc.
Non è facile, ma è semplice. E le due cose non sono la stessa cosa.
Perché facile nascondersi dietro a “non conosco nessuno” o “non ho voglia” e poi lamentarsi.
Dunque1: ognuno pianga sé stesso, oppure puoi leggerla così: aiutati che il ciel ti aiuta.
NOTA: i detti sono tutti veri.
Dunque2: stiamo sul pezzo: sono sola e vorrei quella/e persona/e con me. Che fare se non ti caga/no manco se fossi l’unica nel deserto con una boccia d’acqua?
Primo: facciamo che quella bottiglia non la riempiamo con le nostre lacrime.
NOTA Ripeto: non ne vale per nessuno. Magari poi scopri che è un/a coglione/a, pensa a quanto lo eri tu che sei stato/a male!
Dunque3: restiamo con i piedi per terra.
Secondo: stai guardando troppo da vicino. Respira, senti l’aria dentro di te e riconnettiti al corpo, senti che ci sei, che la tua anima è dentro nel tuo corpo.
Se deve succedere succederà, fidati.
Poi guardati: si guardati bene in faccia e ditti che il tuo tempo, energia e malessere ti porta a stare bene, a far sì che quella persona arrivi a te. Ma non è vero!!!
Bom, dunque poche balle e fai qualcosa per te.
Non stare in ossessione, tu sei la persona più importante per te. Starai con te per tutta la vita.
Ma la testa va dalla sua e tu senti che non hai il controllo. Vero? Già… Non sai quanto ti capisco.
Le emozioni non devono guidarci, sono segnali:
- Ti senti escluso? → scatta la tristezza
→ segnale: “ho bisogno di connessione”
→ decodifica: un bisogno relazionale non è soddisfatto
→ possibile risposta: cercare contatto, esprimere il bisogno, non isolarti
- Qualcuno ti critica? → scatta la rabbia
→ segnale: “mi sento attaccato o non rispettato”
→ decodifica: i tuoi confini o il tuo valore sono percepiti come minacciati
→ possibile risposta: fermarti, valutare se la critica è utile e rispondere in modo assertivo
- Hai troppe responsabilità? → scatta l’ansia
→ segnale: “sono sotto pressione”
→ decodifica: carico eccessivo o mancanza di controllo
→ possibile risposta: ridurre, delegare, riorganizzare le priorità
- Vedi qualcuno avere successo? → scatta l’invidia
→ segnale: “quella cosa è importante anche per me”
→ decodifica: desiderio personale non espresso o non realizzato
→ possibile risposta: trasformare l’invidia in obiettivo concreto
- Stai per perdere qualcosa di caro? → scatta la paura
→ segnale: “quella cosa ha valore per me”
→ decodifica: attaccamento a qualcosa di significativo
→ possibile risposta: proteggere ciò che conta o prepararsi al cambiamento
- Desideri quella persona? → scatta la possessività
→ segnale: “ho paura di perderla / mi sento insicuro”
→ decodifica: insicurezza affettiva o dipendenza emotiva
→ possibile risposta: lavorare su fiducia, autonomia e autostima
- Desideri un lavoro migliore? → scatta la frustrazione
→ segnale: “ho bisogno di crescita o cambiamento”
→ decodifica: insoddisfazione professionale
→ possibile risposta: chiarire cosa manca e costruire un piano realistico
Fai e dai a te quello che vorresti che sia l’altro a dartelo.
Lo so che è poco, o forse neanche niente, ma fidati che ti fa capire cosa ti manca che magari neanche tu dai a te.
E ti riconnette a te. Anche solo per un pezzettino di te o di tempo.