Non c'è persona più ignorante e insicura di chi pensa di essere superiore ad un'altra.
Non c'è persona più ignorante e insicura di chi pensa di essere superiore ad un'altra.
Non è un errore di battitura. Voglio che la leggi fino a capirla profondamente.
Non do lezioni di vita, lungi da me. Ne ho talmente tanto da imparare che non mi pongo davanti a nessuno.
- Quando stai male, vuoi essere capito/a?
- Quando ti senti l’escluso/a, vorresti non esserlo?
- Quando sei in difficoltà, vorresti che qualcuno ti aiutasse?
Si chiama empatia, mettersi nei panni dell’altro/a (che saresti tu ad aver bisogno), capire le emozioni e situazioni altrui.
Dato che la vita non ci ha fatto mai provare le sensazioni di disagio, malessere e solitudine (causate anche dalle persone), chi pensa di essere superiore è proprio uno stronzo.
Si, uno stronzo enorme. Senza anima cosciente che quello che augura, se ne sbatte, guarda con schifo gli altri, per qualsiasi motivo, è una persona ignorante e insicura. (E che se lo fanno gli altri a lui/lei ci rimane male o se ne lamenta).
Mo ti spiego i due termini e il perché:
Ignorante: non perché privo di studi o cultura, ma perché sceglie di non sapere, di non guardare veramente.
Si gira dall’altra.
Ignora il vissuto altrui, che ognuno combatte battaglie invisibili, che la vita non parte mai dallo stesso punto per tutti, e che potrebbe essere lui/lei in quella situazione.
È ignorante chi riduce una persona a un’etichetta, a un errore, a una fragilità.
Chi giudica senza conoscere, chi condanna senza ascoltare, chi si sente “meglio” solo perché non ha mai dovuto attraversare certi inferni.
Insicura: perché chi è davvero intelligente non ha bisogno di sentirsi superiore.
L’insicurezza si maschera da arroganza, disprezzo e distanza emotiva.
Chi schiaccia, denigra, augura il peggio agli altri lo fa per non guardare le proprie paure, i propri vuoti, le proprie crepe.
Sminuire è più facile che mettersi in discussione.
Puntare il dito è più comodo che tendere una mano.
Guardare gli altri è più facile di guardare dentro il dolore che porta, lo schifo e il lavoro che dovrebbe fare per stare bene.
Perché avere astio, disprezzo, giudizio, svalutazione di chi non conosci?
Ti piacerebbe se fosse fatto a te?
Risposta classica: “Io me ne sbatto i coglioni di quello che mi dicono e faccio quello che voglio!” e poi a casa non sai neanche che cosa hai dentro, perché odi/insulti/denigri gli altri.
Cosa genera questa ignoranza e insicurezza (emotiva)?
- La paura del diverso
Il diverso, quello che non conosci, quello che non somiglia a te, che ha un’altra storia, un altro percorso, un altro paio di scarpe.
L'ignorante pensa che "superiore" significhi "migliore" solo perché ha avuto una vita diversa, perché ha certe opportunità o perché non ha dovuto affrontare certe difficoltà.
Ma questa è solo una proiezione di fragilità, di chi non è in grado di mettersi in discussione.
E allora il primo stratagemma che usa è quello di abbattere l'altro, per non vedere quanto il proprio equilibrio è più fragile di quello che ha di fronte.
- Il sistema che ci circonda
La competizione, la pressione sociale, la voglia di primeggiare per sentirsi "vivi", ci spara dritto a fare i giudici (senza 5 anni di università) e dare un giudizio.
Quella stessa società che ci insegna a “vincere” a tutti i costi e a definire le persone in base a categorie rigide, non ci aiuta a sviluppare la consapevolezza che siamo tutti esseri umani, con le stesse paure e le stesse necessità di appartenenza, amore e comprensione.
- Il bisogno di approvazione
A volte, dietro a chi si sente superiore c'è un enorme bisogno di approvazione.
Perché la vera sicurezza non si costruisce con la svalutazione dell'altro, ma con il coraggio di accettare sé stessi, di guardarsi dentro senza paura.
Perché chi si sente bene dentro non ha bisogno di fare a pezzi qualcun altro per sentirsi “grande”.
Anzi chi sta bene dentro di sé è consapevole che ci siamo tutti nella stessa barca.
- La solitudine
Non quella che ti prendi volontariamente per riflettere, ma quella che ti isola senza che tu lo voglia, quella che ti fa sentire inutile, invisibile, fuori posto.
Ed è proprio questa solitudine che può far generare invidia e odio che non ha radici.
Non è un odio profondo, ma una risposta impulsiva e infantile alla paura di non essere amati, rispettati, accettati.
- Il malessere interiore
Quando si sta bene vuoi solo vedere e dare del bene. È vero, è inevitabile.
Ma quando il malessere interiore prende piede, non è solo un dolore personale.
Il vero problema si manifesta quando non si vuole accettare quel malessere, quando si preferisce camuffarlo dietro un’apparente superiorità. Perché ammettere di avere delle fragilità è un atto di coraggio.
E chi non è in grado di affrontare il proprio dolore, lo riversa sugli altri.
Ma quella “superiorità” è solo una maschera.
Un modo per non guardare dentro, per non sentirsi inadeguati, per non sentire il peso delle proprie insicurezze.
- Sentirsi inferiore
Può spingere chi non riesce ad affrontare la propria vulnerabilità a proiettare il proprio senso di inadeguatezza sugli altri, riducendo gli altri per alzare sé stessi.
Quando qualcuno si sente inferiore, cerca in tutti i modi di “riscattarsi” con l’arroganza, cercando di dominare, sminuire o sopraffare chi percepisce come più debole.
E non fa altro che amplificare il malessere, alimentando una spirale di sofferenza che non si risolve mai.
Quando pensi di essere dalla parte giusta del tavolo, si sviluppa un delirio di onnipotenza. Ma o vero fra?!
Se stringi tutto in una sola parola, da qualsiasi punto di vista: paura.
La vera superiorità non sta nel giudicare, non sta nel calpestare. Sta nell’ascoltare, nel comprendere, nell’aiutare chi ha bisogno.
PERCHÉ POTRESTI ESSERE TU.
È qui la vera grandezza di una persona.
Non serve studiare all’università e conseguire 8 master per definirti intelligente (non ignorante).
Basta l’empatia.
Chi pensa di essere superiore è solo un debole con troppa e fottuta paura di essere vulnerabile e prende di mira gli altri per sentirsi superiore.
E chi è debole non è mai in grado di amare veramente sé stesso.
AMATI. Sii empatico con te. Se hai paura di persone diverse da te, quella paura ti sta comunicando dove lavorare per non averla più. È uno specchio di te.
E non continuare a passare per lo/a stronzo/a egoista che non sai di essere. Sei molto di più.
Non fare agli altri ciò che non vuoi che sia fatto a te.