Art. 33 | Quando non ci puoi fare niente

Già.. e l’unica cosa che vorresti è fare qualcosa. Poter fare qualcosa.

Inerte, inerme, abbandonato/a a qualcosa in cui devi solo avere la forza di credere in qualcosa di più grande, di più bello, di più in linea con te.

 

Quando entrano in ballo i sentimenti, la razionalità ti affossa. Ti tormenta fino a non farti dormire.

 

Come si fa ad arrendersi, in modo propositivo?

Ma io che cazzo ne so…(cit.)

Sto talmente male in questo momento che sono sotto un treno di desiderio, volontà, impazienza, tormento, distruzione, annientamento personale, …

Perché quant’è vero che non abbiamo il controllo sugli altri, in questi momenti non ce lo abbiamo nemmeno su di noi.

Ed è qui che vorresti solo strapparti il cervello e l’anima, e buttarli via perché fa troppo male.

Ma i momenti con il tempo passano e il dolore si affievolisce, anche solo di poco.

Dobbiamo aspettare il tempo per non doverlo più subire così?

Un po' sì.... Però ho una domanda: ci sarà qualcosa che ti riesce a far tornare dentro di te e sentirti che tu hai e sei la tua vita, sei un essere che è ancora in vita e non dipende dagli altri?

Ma io che cazzo ne so…2 (cit.)

Sono veramente distrutta, si nota dalle risposte che do.

 

Ma torno seria e ti dico cosa veramente ti può far tornare in te e non travolgere la tua vita con auto annientamento incorporato:

1. Focalizzati e definisci il dolore: non è detto che sai di preciso cos’è veramente quel dolore. Definirlo ti focalizza, anche se fa schifo sentirsi così, e hai escluso tante altre cose. E non è poco.
Solitamente anche si ridimensiona, diventa più piccolo.

 

2. Porta attenzione al corpo: quando sei esclusivamente nella mente, solo pensieri, porta una mano sul petto, batti i piedi in terra, senti il tuo respiro, la tua fisicità. Sembra na cagata ma ti fa riconnettere con il mondo e la parte primordiale di te: tu come corpo.

 

3. Guarda dove sei tu: puoi fare qualcosa? No.
Puoi cogliere che dietro a tutto questo ci possa essere qualcosa di più grande o delle opportunità?
Il caso non esiste, e se sei in quella situazione (mannaggia porca vacca lurida) un motivo c’è.

L’Universo, o chiamalo come vuoi, secondo me non ci sfida, non ci mette alla prova ma ci vuole far crescere, anche dietro alla lezione più brutta che possa esserci. E quello che ci mette d’avanti è qualcosa se sappiamo sicuramente superare, e da lì ci rende più forti per qualcosa di migliore che dobbiamo avere nella nostra vita.

 

4. Accetta che non puoi controllare, ma puoi controllare la tua reazione: sì, è dura, ma è la prima cosa che devi capire. Il mondo non gira intorno a te, e non tutte le cose dipendono da te.

La gente ti farà male, le situazioni ti faranno stare male, e tu non puoi fare nulla per evitarlo.

Ma quello che puoi fare è decidere come reagire. Ma non dalle tue ferite emotive!

Non farti guidare dalle emozioni, ma dalla versione di te che vuoi essere.

Non perdere il controllo di te stesso, perché quello è l'unico potere che hai.

La reazione che scegli è tutto. Non lasciare che il mondo ti spinga nel suo vortice di disordine.

 

5. Smetti di pensare che il dolore sia infinito e che ti definisca: è vero, ti logora dentro e ti fa sentire na merda, come se tutto fosse inutile.

Ma la verità è che non sei il tuo dolore.

È una battaglia interna che devi combattere: il dolore non ti rende debole, non ti rende incapace. Anzi, la vera forza sta nell’accettare il dolore senza lasciarti sopraffare.

Non ti sto dicendo di ignorarlo o di arrenderti ad esso, ma di imparare a viverci senza che ti consumi. Può diventare una gran forza (gira la medaglia).

 

6. Trova un obiettivo che valga la pena di essere perseguito, anche se piccolo: prenditi del tempo per te, senza sentirti in colpa. Devi metterti al primo posto.

 

7. Non temere il fallimento: la paura di fallire ti immobilizza. Ti blocca. Ti fa pensare che se non riesci, non accada, tutto è finito.

Ma questo è il trucco: fallire è una parte della vita. Non c'è nessuno che non abbia mai sbagliato, e se qualcuno te lo fa credere, ti sta mentendo.

Non avere paura di fare passi falsi. Ogni errore ti dà una lezione che nessun successo ti potrà mai dare.

La chiave è non fermarti dopo ogni caduta, ma alzarti imparando dalla tua esperienza.

 

8. Riconosci quando stai per cadere nel loop dell’autoannientamento: me cojoni.

Potrei finire qui ma ecco la parte più difficile: facile cadere nella trappola di pensare di non essere abbastanza, di non meritare di stare bene, di non riuscire a cambiare.

Ma devi fermarti in quel momento preciso. Appena ti senti come se stessi per sprofondare, interrompi il flusso di pensieri negativi.

Distraiti. Fai qualcosa che ti distragga. Esci, chiama un amico, scrivi, ascolta musica, guarda un film.

Non lasciare che quel pensiero “non ce la farò mai” prenda piede.

Ti dico una cosa: quel pensiero non è vero. È solo una parte della tua mente che sta cercando di proteggerti dal dolore, ma che ti sta mentendo.

Quando sei dentro quella spirale, sembra che il mondo ti stia dicendo che non hai via d’uscita. La mente ti dice che non vali niente, che non ce la farai mai.

Ma la verità è che quella è solo una versione distorta di te stesso. Non lasciare che quella voce prenda il controllo. E devi smettere di ascoltarlo.

 

9. Inizia a dire NO: sembra banale, ma non è così. Dire no a ciò che ti danneggia è un atto di amore verso te stesso/a. Soprattutto per la tua testa.

Ma anche quando qualcuno ti chiede qualcosa che sai ti farà star male, fai una pausa, fermati e domandati: è per me? Se la risposta è no, dillo.

Proteggiti da chi ti sottrae energie. Anche se quella persona sei tu.

 

Bello sarebbe essere senza sentimenti, riuscire a razionalizzare tutto e non farsi coinvolgere dall’emozioni…

Cioè saremmo dei robot.

Dunque no, non sentirti spaventato/a e sopraffatto dalle emozioni, per quanto POTREBBERO essere dolorose.

 

Guardati: vali di più di tutto quel dolore.

Guardati dall’esterno: cosa diresti se fossi una persona che vuoi bene? Vorresti vederti così?

Lo so, non è per un cazzo facile. Ma si riesce. Le ferite, alla fine, ci cambiano.

Ma non in modo definitivo, soprattutto sapendo che non sono noi, non siamo noi le nostre ferite ma solo reazioni imparate quando non sapevamo come rispondere perché non avevamo maturità emotiva (grazie al cazz, eravamo bambini. Ma ora non più).

Guardandosi, essendo onesti e la voglia di lasciare andare e che sei nel processo che ti porterà alla gioia.

E alla fine quando non ci puoi fare niente, puoi fare delle grandi cose per te.

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