Cose... Cosa? Cosa sono queste “cose”?
Beh, tutto: persone, oggetti, pensieri, azioni, non azioni, responsabilità, decisioni, non decisioni, sicurezza, titubanza... TUTTO.
Farsi sopraffare da sta frase è una passeggiata! Senti che bel mattone che ti ho messo sulla panza o in testa…
No fermo/a, sono qui. Sei qui e va tutto bene.
Far sostituire noi stessi dal peso delle cose che fanno parte della vita è troppo facile. Anzi, se provi a vedere sono quelle che controllano la nostra vita.
Se non ci pesassero non saremmo gli esseri viventi che siamo, cioè uomini e pensanti.
Sta cosa del pensante è sfuggita di mano penso da dopo i greci, che loro avevano praticamente già sistemato e messo le basi per vivere la vita senza doverci preoccupare del pensiero razionale.
E invece no, l’uomo è un genio a ri-complicare la vita (qui si parla del sistema che hanno voluto far complicare la vita per farci vivere nel bisogno) e qui concetti li ha buttati nel cesso salutandoli con la mano… Mah.
Ti faccio qualche esempio a senso pratico:
- Emozioni e passioni? Rabbia, gioia, amore, dolore… tutto era normale, umano, da vivere e capire. Nessuno pensava di dover reprimere tutto per sembrare “controllato”
- Denaro e status? Sapevano che l’ossessione per la ricchezza e il potere ti rovina la vita, quindi Epicuro consigliava di puntare al piacere semplice, alla libertà dalle preoccupazioni inutili
- Sesso e amore? Non erano fissati come noi. Se due uomini o due donne si volevano bene, facevano e basta. Non c’erano problemi morali, tabù sociali assurdi, o dibattiti eterni su chi poteva o non poteva
- Paura e morte? Non erano terrorizzati dalla vita o dal futuro. Pensavano a come vivere bene adesso, senza ansie da prestazione o paranoia sul domani
E ora come facciamo a vivere con la leggerezza necessaria per stare nell’equilibrio, stato super figo?
Come per tutte le cose che ci creano disagio o malessere:
- il primo passo è riconoscerlo: dagli un nome, osserva come ti senti (non è detto che deve essere per forza negativo, come tutte le cose sono una medaglia. Fatti una domanda: se questa cosa mi ha portato a star male, cos'è che invece mi ha insegnato?).
- poi c’è da accettarlo: accoglilo, fallo sentire amato e tranquillo, e parlaci.
- e dopo ci sarà la sua trasmutazione. Senza fretta. Lascia che cambi forma da solo.
Ripeti tranquillamente i passaggi 1 e 2 per tutti i giorni che sentirai che quel peso batte ancora dentro e ti fa stare male.
(Qui il discorso bisognerebbe espanderlo alla ricerca della ferita che causa la reazione per risolvere la cosa alla base, ma troverai altri articoli dove ne parlo) .
E alla fine? Alla fine capisci che la vita non è da fermare né da controllare in ogni dettaglio.
È da vivere, con tutti i pesi, le emozioni, le passioni e le cose incomprensibili che ci capitano.
E la leggerezza? Non è togliere il peso, è imparare a portarlo senza che ci schiacci, a respirare mentre cammini sotto la pioggia di pensieri, a sorridere anche quando tutto sembra complicato.