In realtà non lo è. Siamo noi a complicarla.
Come ho già detto la vediamo troppo da vicino, e più vicino è il nostro punto di osservazione e più le cose le vediamo grandi. Enormi. Gigantesche, da sentirci sovrastati, soffocati, annientati dalle cose che dobbiamo fare, pensieri, desideri che non si avverano, bollette. Mannaggia la miseria…
Ma se ci allontaniamo? Come se guardassimo la vita di qualcun'altro/a?
Senti che cambia? Senti che c’è meno pressione e fatica a stare in piedi?
I pensieri ce li abbiamo tutti, come le cose da fare come sistemare casa, fare la spesa, fare qualcosa che ci piace.
Ma perché questi pensieri sono piombo? Perché abbiamo preoccupazione del futuro.
E se cambiassimo la parola preoccupazione con visione?
Perché tanto si fa prima pensare al megio che al peggio, e il peggio impiega anche più energie del pensare bene, e rende la vita decisamente con un’energia e spirito mooolto più bello.
La visione di un ottimista, non di una che hai i fiori negli occhi, di una persona che ha fiducia nel domani.
Tipo: preoccuparsi solo quando il problema arriva, invece che farsi 1.000 seghe prima. Che magari quel problema neanche ci sarà. Perché no?
Se sappiamo che il problema si affaccerà, allora li puoi agire prima. Ma finché non ce l’hai da risolvere, perché farselo prima?
Eh, non è che io sono qui che spendo e spando, e non sono preoccupata di non riuscire a guadagnare abbastanza o che possa succedere qualcosa.
Ma quando succede mi fermo e penso: se è questione di opportunità economiche puoi sempre agire verso la direzione o standard che vuoi. Sulle casistiche che qualcosa possa succedere e non succedere... che cavolo stai pensando? Perché hai sta ansia senza senso?!? Non lo sai, dunque stai dove sei, guardati e stai serena (ah. ah. ah. -.-)
Mi faccio battute di merda anche da sola, va be…
Però è vero: la vita è brutalmente semplice (cit. Ben Faulkner – Desperate Housewife). Sul brutale interpretalo tu, sia dal risvolto positivo che negativo, ha molte sfumature. Ma comunque siamo noi che la complichiamo.
C’è un problema?
C’è una soluzione? Si risolve.
Non c’è soluzione? Perché preoccuparsi? Gira la pagina e vai avanti.
E il resto? Il resto si farà quando succederà.
Eh ma Serena la fai troppo facile tu. Già… Hai proprio ragione.
La faccio facile, quando io stessa sono nella cacca molte volte perché la mia testa pensa troppo a ciò che non ha o che vorrebbe.
Ma non ho il controllo dell’esterno, posso solo fare con quello che ho: testa, piedi e mani mie. Con quelle degli altri non posso e probabilmente non saprei neanche che farci. No dai, saprei come poterle utilizzare. Tipo il mio banchiere potrebbe aggiungere 3 zeri al mio conto corrente, al tipo che mi piace mi fargliele mettere dove dico io… Anche sul telefono per chiamarmi per esempio!
Passiamo oltre ste battute va.
La vita può essere difficile, ma può anche essere semplice.
Finché non si tratta di malattie, morte e sfratti diciamo che nel complesso va bene.
Se c’è qualcosa che non ti va bene, come il lavoro, un partner, lo yogurt del supermercato, cambialo. Hai tutte le capacità e la forza di farlo.
Guarda la vita per priorità.
Respira, fermati.
Fai un passo alla volta. Allontanati dalla tua visione così vicina che hai, guardati da lontano, guardati intorno e vedrai che anche oggi hai fatto ciò che riuscivi. Che la vita non è così difficile.
Hai solo delle visioni, distorsioni o disallineamenti che ti portano a pensare questo.