Art. 31 | Ferite interiori: non sei davvero libero/a finché la tua ferita ti guida di più dell’amore che provi

Potrei non scrivere altro che il titolo.

Dice tutto.

Ci ho già lavorato e ci sto lavorando tutt'ora. Sono profonde e ci vuole un grande coraggio ed impegno per risolvere lasciarle andare.

Faccio un passo indietro almeno ci si capisce per chi non ha mai letto o sentito di questo argomento.

 

Cosa sono le ferite interiori

Le ferite interiori sono il risultato di quello che ti è successo e che ti ha cambiato dentro (e ha formato il tuo carattere). Ha modificato chi sei veramente (la tua indole).

Si formano quando vivi qualcosa che, in quel momento, era troppo per te da reggere, e si sono pure ripetute. Succede soprattutto quando si è bambini.

Un trauma non è definito solo dalla gravità oggettiva dell’evento ma da come ti ha colpito: ognuno prende le situazioni in base alla sua sensibilità, bisogni, indole, ecc.

NOTA: l’indole è ciò con cui nasci, il carattere è ciò che costruisci reagendo a ciò che ti succede.

Il trauma non è “quello che è successo”, perché sei sensibile, fragile o “fatto così”.

Le ferite nascono perché ti sei dovuto/a adattatare a qualcosa che non era sano per la tua indole.

Le ferite sono come ti hanno cambiato/a dentro per come ti sei dovuto/a adattare, ma che in verità non sei tu porca puttana (si, mi incazza sta cosa) e sei arrivato/a a crearle per sopravvivere a situazioni emotive che non avevi la capacità cognitiva di reagire in modo sano.

Poi sei entrato/a così in confidenza che pensi CHE LA VITA E TU SIATE FATTI COSÌ.

NO CAZZO! NO. Non è così.

Sono dei piloti automatici di merda che ti fanno fare cose per mancanza (paura) e non per abbondanza (il tuo bene).

Dai che ora ti dico le principali in modo easy.

Ah, premessa dopo la premessa: tutti le abbiamo, e tutti le abbiamo tutte.

Dunque non sei solo/a e non pensare che sei l’unico/a sfigato/a che ce le ha. Diciamo che un paio solitamente sono più prevaricanti.

 

1. Ferita dell’abbandono

Paura di restare solo/a → attaccamento

Come nasce

Nasce quando chi doveva esserci non c’era: fisicamente o emotivamente. Genitori assenti, instabili, imprevedibili, oppure presenti ma non davvero disponibili. Il bambino impara una cosa semplice e devastante: “Se mi lasciano, io non reggo.”

Come si vede

  • Ti aggrappi anche quando l’altro ti tratta male
  • Panico se qualcuno si allontana, anche solo un po’
  • Scrivi messaggi multipli per ricevere risposta
  • Eviti di dire ciò che vuoi per paura di allontanare l’altro
  • Ti senti vuoto/a se resti solo/a un weekend

Come ti guida

Non scegli le persone. Le trattieni. Non ascolti se stai bene o male: ascolti solo se restano.

Come rovina le relazioni

  • Ti accontenti di briciole
  • Resti dove soffri pur di non stare solo
  • Ti annulli pur di non perdere l’altro
  • Confondi amore con presenza

Punto cieco

Pensi di amare tanto. In realtà stai solo cercando di non rimanere da solo/a.

 

2. Ferita del rifiuto

“Non valgo abbastanza” → auto-esclusione

Come nasce

Quando da piccolo/a ti sei sentito/a di troppo: non visto, non scelto, paragonato, criticato, ignorato. Hai imparato che mostrarti era pericoloso.

Come si vede

  • Ti chiudi prima che altri possano rifiutarti
  • Non chiedi favori o aiuto per paura di essere respinto/a
  • Ti anticipi con frasi come: “Probabilmente non gli importerà”
  • Eviti di parlare in riunione o a cena di famiglia
  • Ti autosaboti in amore o sul lavoro

Come ti guida

Ti nascondi prima ancora di provarci. Ti rimpicciolisci. Ti autosaboti.

Come rovina la vita

  • Non chiedi ciò che vuoi
  • Non ti esponi davvero
  • Ti ritiri proprio quando potresti ricevere
  • Sei convito/a che la razionalità sia l’unica forma possibile per essere felice
  • Vivi sotto le tue possibilità

Punto cieco

Dici che “non ti interessa”. In realtà ti interessa tantissimo, ma hai paura di non essere scelto/a.

 

3. Ferita dell’ingiustizia

Valgo solo se sono forte → controllo e rigidità

Come nasce

Cresci in un ambiente dove l’emozione non era accolta. Dove dovevi essere bravo/a, giusto/a, composto/a. Hai imparato a reprimere per non essere sbagliato/a.

Come si vede

  • Ti senti colpevole se riposi
  • Critichi te stesso per piccole cose
  • Ti senti vuoto quando non produci
  • Fai fatica a chiedere aiuto, anche se ne hai bisogno
  • Eviti di piangere o mostrare fragilità

Come ti guida

Non senti, funzioni. Ti imponi standard altissimi. Ti giudichi più di chiunque altro.

Come rovina la vita

  • Ti esaurisci
  • Non chiedi aiuto
  • Ti senti vuoto/a anche quando “va tutto bene”
  • Le relazioni diventano prestazioni

Punto cieco

Pensi di essere equilibrato/a in realtà sei scollegato/a da una parte enorme di te.

 

4. Ferita dell’umiliazione

Vergogna → autosvalutazione

Come nasce

Quando sei stato/a ridicolizzato/a, sminuito/a, esposto/a. Quando ti hanno fatto sentire “sbagliato/a” per ciò che eri, non per ciò che facevi.

Come si vede

  • Ti mortifichi anche per errori minimi
  • Eviti di parlare o esporti in gruppo
  • Non chiedi ciò che vuoi per paura di sembrare stupido/a
  • Accetti che altri ti trattino male
  • Ti confronti continuamente con gli altri e ti senti inferiore

Come ti guida

Ti metti sempre un gradino sotto. Ti anticipi nel giudicarti. Ti fai piccolo/a.

Come rovina la vita

  • Accetti situazioni tossiche
  • Non ti difendi
  • Ti colpevolizzi anche quando non c’entri nulla
  • Ti punisci da solo/a

Punto cieco

Credi di essere umile in realtà ti stai cancellando.

 

5. Ferita del tradimento

Perdita di fiducia → controllo

Come nasce

Quando qualcuno di importante ha tradito una promessa, un patto, una fiducia. E tu hai imparato che affidarti è pericoloso.

Come si vede

  • Controlli e verifichi costantemente partner o colleghi
  • Scatta rabbia se qualcuno non mantiene una promessa
  • Anche quando ami, tieni un piede fuori
  • Eviti di confidarti completamente
  • Ti aspetti sempre il peggio dagli altri

Come ti guida

Vuoi capire tutto, tenere tutto sotto controllo, avere sempre un piano B.

Come rovina le relazioni

  • Non ti lasci andare davvero
  • Metti alla prova gli altri
  • La rabbia scatta facile
  • Anche nell’amore resti mezzo fuori

Punto cieco

Dici che sei prudente in realtà hai paura di affidarti.

 

Le ferite non sono il problema. Sono state la soluzione per sopravvivere a quel tempo.

Il problema è quando continui a vivere, amare, scegliere partendo dalla ferita invece che dalla presenza, da quello che VERAMENTE fa bene, da quello che non sei tu.

Ricoda che tu sei il tutto: puoi essere tutto nel momento che ti disconosci e lasci andare questi schemi e paure

Le ferite non sono etichette o marchi a vita. Guarire (lasciare andare) non è facile ma è stra possibile.

O è bello continuare a farsi guidare da una ferita fa ancora più male e ripeterai, ripeterai, ripeterai sempre gli stessi schemi, errori e dolori?

 

Capire le ferite interiori non le scioglie, purtroppo. Ne diventi consapevole ma non vivono nel pensiero. Vivono nel corpo, nelle reazioni automatiche, nei momenti in cui scatta qualcosa prima ancora che tu possa pensarci: la classica frase “eh ma io sono fatto così” (Risposta: stocazzo)

NOTA: il tuo vero “sono fatto così” è quando eri bambino.

La ferita guida prima della coscienza perché sta nel conosciuto, ha paura dell'ignoto. Ti fa reagire secondo gli schemi prestabiliti che ti hanno fatto sopravvivere fino ad ora.

E se sai perché “so perché lo faccio” non cambia il risultato. Appunto perché la razionalità non prevarica l'inconscio.

 

La libertà inizia quando la ferita viene vista e non le dai il volante dell'automazione di pensieri e reazioni.

Il processo di liberazione di per se è semplice.

Già riconoscerle è una gran cosa. Ci sono persone che non hanno la minima idea di cosa le guida, cioè che ferite hanno dentro.

Vedrai che non sono nostre e magari sono pure ereditate dai nostri genitori. E qui fai già un bel passo avanti.

Poi andare a vedere da dove nascono e fare un gran lavoro. Se ho occasione lo spiegherò. Ti consiglio di lavorarci.

 

Quando decide la ferita, non stai scegliendo: stai reagendo.

La libertà inizia quando smetti di vivere scegliendo per mancanze e bisogni automatici e inizi, anche piano, a scegliere da ciò che ti fa bene davvero.

Senza vergogna, senza sensi di colpa, senza farti governare dal giudizio esterno (ste cose fanno proprio schifo). Partendo da te, puro/a.

È l’unico modo per vivere veramente LA PROPRIA VITA PER CHI SIAMO, e non passare una vita di merda.

 

Finché scegli per paura non stai vivendo.

Stai solo proteggendo una ferita che non sei tu.

Newsletter

Ti invio delle email più personali e più approfondite su certi argomenti.

Secondo me fai bene a iscriverti perché non sono quella che ha voglia di spaccare le balle ogni sacrosanto giorno e con link tipo "Accedi qui" o "Incomincia il tuo percorso", perché questo non è il mio fine.

© 2025-2026, All Rights Reserved

Cookies user preferences
We use cookies to ensure you to get the best experience on our website. If you decline the use of cookies, this website may not function as expected.
Accetto
Declino
Analytics
Tools used to analyze the data to measure the effectiveness of a website and to understand how it works.
Google Analytics
Accept
Decline
Advertisement
If you accept, the ads on the page will be adapted to your preferences.
Google Ad
Accept
Decline
Save