Perché siamo scemi a sentirci così.
Questa è la risposta più ovvia ma meno scontata da rispondersi.
Ci si sente sbagliati per vari motivi:
- perché non ci sente adeguati/in agio con sé stessi
- perché c’è qualcuno che ti giudica (ti senti giudicato/a) (permetti a qualcun altro di definirti)
- perché ti auto giudichi
- perché si vorrebbe qualcosa di diverso da quello che si ha (e come si è)
Non voglio dare troppo importanza a questo stato emotivo perché diciamocelo: anche se analizzassi ogni sacrosanto e merdoso punto che ti dice il motivo non cambia la situazione di merda che stai vivendo.
Dunque1: se c’è qualcosa che ti dà fastidio cerchi di modificare quella situazione, giusto?
Esempi stupidi:
- una zanzara che ti ha punto: gratti o metti una lozione per far passare il prurito
- il collega che racconta una barzelletta inutile (come lui): trovi la scusa “mi sono dimenticato/a di un appuntamento/call”
- vedi uno/una che ti sta sui maroni: cambi strada o fai finta di essere al telefono
Con l’esterno siamo pragmatici.
Con l’interno diventiamo filosofici e ci incasiniamo.
Dunque2: le soluzioni le trovi in quei momenti di merda.
E perché non trovarli anche quando dentro di te stai di merda?
Se l’esterno lo possiamo modificare/influenzare con azioni diversive, lo si può fare anche dentro di noi.
Perché non c’è uno stato più schifoso dello stare male dentro di sé.
E magari cercando rimedio all’esterno che non potrà mai sistemare l’interno, se non momentaneamente.
Quindi proviamo a fare a stessa modalità con il collega anche con l’interno.
Se qualcosa dentro di te ti dice che sei sbagliato, non devi per forza analizzare ogni singolo pensiero come se fossi in tribunale.
A volte basta cambiare posizione mentale =
Smettere di credere a ogni pensiero
Il cervello produce pensieri in continuazione, e non tutti sono intelligenti.
Molti sono automatici, ripetuti, imparati da qualcuno anni fa.
Genitori, scuola, relazioni, confronti inutili.
Il fatto che un pensiero esista non significa che sia vero.
Altre cose che puoi fare/tenere a mente
- Cambiare ambiente o situazione: a volte non sei tu il problema: sei semplicemente nel contesto sbagliato
- Fare qualcosa invece di pensarci sopra: piccole azioni cambiano più cose di mille ragionamenti mentali
- Accettare che a volte ci si sente così: sentirsi inadeguati o fuori posto ogni tanto è normale, anche se fa male
- Ridurre il confronto inutile: confrontarsi continuamente con gli altri amplifica la sensazione di essere sbagliati
- Distinguere ciò che puoi controllare da ciò che non puoi controllare: ci sono cose su cui puoi agire e altre no
Ma non pensare che fermandoti e prendere coscienza che è un momento, il problema dei pensieri di merda (pardon, intrusivi) si risolva.
Eh no.
Ma posso dirti una cosa?
Si affrontano quando si è lucidi, non quando si è sotto al treno.
Perché sotto al treno sei in sopravvivenza.
Quando cammini sulla banchina si può fare un ragionamento lucido.
Altro punto importante per attuare un vero, reale e concreto cambiamento: la ripetizione.
Ripetizione: più lo ripeti e più ti convinci = si manifesta nella realtà il tuo stato, sia in te che all’esterno.
Il paradosso è questo: ci si sente sbagliati perché si crede troppo ai pensieri che dicono che lo siamo o che non siamo in grado / abbiamo le forze in quel momento per “tiraci su” e pensare che non è così (coscientemente sappiamo che non siamo sbagliati).
La mente è bravissima a creare storie convincenti su di noi, soprattutto quando siamo stanchi, frustrati o in difficoltà.
E quando riconosci questo stato di malessere FERMATI con la mente e ditti:
“Questo momento è uno stato alternato (mettici il perché)
Ma io sono una brava persona che è in un momento di difficoltà.
CIAO PENSIERO, ora mi devo occupare di fare (mettici qualcosa che vuoi fare)”.
Perché farsi fregare dalla mente è così facile… Ma è anche facile dire NO, ora non è il momento.
Non sei sbagliato/a, sei sotto al cazzo di pensiero sbagliato.
E se è così logorante smetti di lasciare che un pensiero ti comandi e fai qualcosa per cambiare.
Però non ora. Quando sarai sulla banchina, agisci.
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