Chi ha detto che quello che è giusto, sia realmente giusto?
- Chi ha un corpo snello è bello
- Chi dimostra di essere ricco sfoggiando beni materiali
- Chi crede che Dio (Universo, Entità superiore, …) non esiste
- Che avere i brufoli sia brutto
- …
Sono tutti parametri che sono modificati col tempo e stati imposti da stereotipi per farci vivere una vita come vogliono gli altri (su questo argomento da complottismo c’è da fare un articolo approfondito a parte, perché non sai minimamente come ci manipolano).
Ma chi dice cos’è giusto o sbagliato?
Il punto di vista, anche per come si definisce, è soggettivo e non oggettivo.
A me piace la pasta al pomodoro, a te no.
Io dirò che è super buona, tu il contrario.
Se andasse di moda essere tutti vestiti col saio, chi veste con i jeans è il diverso.
Dunque facciamo un bel punto della situa: tutto quello che è uno standard rimane sterile.
Non c’è personalità non c’è chi sei.
C’è un apparire, un adeguarsi.
Vuoi vivere per gli altri o per te stesso?
Ma chi dice cos’è giusto o fuori luogo?
NOI.
Siamo noi che alimentiamo questo sistema, questi meccanismi prettamente psicologici, per renderci affabili e standard davanti agli occhi degli altri.
Eh sì, è per non sentirsi diversi e giudicati.
“Ah, mai io indosso jeans zebrati che non indossa nessuno.”
Bene! L’importante è che tu sei felice.
- Se i brufoli fossero di moda? Tutti a cercare di farsi venire i brufoli!
- Se essere spirituali fosse più in voga che essere materiali?
- Se consumare meno fosse una moda? Chi sprecherebbe le risorse?
Capisci cosa voglio dire?
Che non c’è nessun punto di vista che possa essere più importante di quello che sei TU.