Tutto quello che è generato dalle ferite, giudizi altrui, commenti non richiesti possono farti mettere in dubbio. Per chi ha un minimo di intelligenza, sa che chi sta parlando non è dio in terra e che nella vita si può sbagliare.
E anche qui la regola del “troppo storpia” è vera: bisogna prendere tutto con equilibrio, altrimenti ti ritrovi come… me! -.-‘’ Non te lo auguro, lo sai perché?
Perché l’autocritica e il giudizio mi hanno fatto auto massacrare/morire/svalutarmi. Praticamente una morta che cammina, che vive per automatismi e cose che bisogna fare. Infatti, non è una vita.
Non che io non abbia avuto da fare le mie scelte e non me la sia goduta fino adesso. Diciamo che se non avessi avuto sta sfilza di spade nella testa fatte di “cosa penseranno”, “tanto so che sbaglio”, “non sono capace” e le altre mettile te tanto le avrò pensate sicuramente, avrei vissuto una vita più leggera e sana.
Ma si vede che il mio percorso doveva comprendere tutto questo. E se i traumi ci rendono più forti, io sono Hulk. Va be, andiamo avanti…
Cosa voglio dire: non sono sbagliato/a. Rileggilo.
L’unica cosa che ti potrebbe rendere tale è quando:
- fai del male intenzionalmente
- sai cosa stai facendo (tossico) ma lo fai ugualmente
- non porti rispetto e educazione
La solita regola: non fare agli altri ciò che non vuoi sia fatto a te.
Oppure: fai a te ciò che fai agli altri.
Dunque anche quando “sbagli” non hai ammazzato nessuno.
Dunque puoi farti sta domanda: posso mettere rimedio?
E anche: l’ho fatto apposta?
Se è una tazza rotta al massimo si può ricomprare. Hai fatto del male a qualcuno? Volontariamente o meno?
La vita è brutalmente semplice, e anche le soluzioni che si possono trovare.
Pensare di essere sbagliati perché hai capito male o preso la grappa diversa da quella richiesta è francamente una cagata colossale.
Restiamo più semplici possibili a guardarci e a valutarci.
Ma lo so quanto fa male. Quando eravamo bambini e ci hanno inculcato che non si faceva giusto, fa male.
Quelli erano (e per quelle persone lo sono ancora) parametri di adulti cresciuti anche loro con schemi disfunzionali, ma che hanno riversato su di noi (figli) a causa delle loro ferite causate dai loro genitori.
Hanno comunque cercato di fare il meglio che hanno potuto.
Ma rimangono sempre ferite, traumi e parole che sono di quelle persone.
Non ti devi riconoscere in quelle ferite, perché quelle ferite NON sei tu. Questo concetto lo devi tenere bene a mente (anche per i prossimi articoli).
I comportamenti e reazioni degli altri dicono più cose su di loro che su di te.
Ora ci sei tu che puoi proteggere e tranquillizzare il tuo bambino interiore che sta ancora male, dargli coraggio e affetto per renderlo forte e sicuro di sé.
Basta anche solo questa frase: "Ci sono io ora che ti capisco. Non avere paura."
Ti sorprenderai di quanto renderà tranquillo/a e sicuro/a anche te.
Fallo ogni volta che senti che non credi di essere all’altezza, che ti senti sbagliato/a o capitano episodi che il tuo bambino urla perché non è/era stato capito.
E nessuno è sbagliato. Nemmeno tu.