Partiamo da una verità semplice ma non scontata (cazzo): la maggior parte delle credenze limitanti non sono nate dentro di te.
Te le hanno infilate dentro altri.
Genitori.
Scuola.
Professori.
Partner.
Società.
Sti cazzi.
Il problema è che quando si parla di credenze limitanti partono subito i discorsi spirituali pesanti.
- “Devi lavorare sull’inconscio.”
- “Devi guarire il trauma.”
- “Devi fare un percorso profondo.”
Tutto vero.
Ma anche due palle, se uno vuole iniziare da qualcosa di concreto.
Perché prima di scavare negli abissi della psiche, c’è una cosa molto più semplice da fare: capire quale credenza ti sta bloccando/guidando.
Perché la cosa assurda è questa: la maggior parte delle persone non sa nemmeno di averle.
Come riconoscere una credenza limitante
Le credenze limitanti non si presentano come “credenze”.
Si presentano come pensieri ovvi.
Tipo:
- “tanto non funzionerà”
- “non sono capace”
- “gli altri sì, io no”
- “non è il momento”
- “figurati se succede a me”
La caratteristica principale è che sembrano fatti oggettivi.
Ma non lo sono.
Sono conclusioni, a cui tu credi.
NOTA: non si deve sostituire una credenza limitante con un’altra credenza limitante
Ti do 2 esercizi possibili per creare le tue credenze illimitanti.
Primo esercizio
1. Prendi carta e penna.
Scrivi questa frase: “Non posso avere / fare / essere X perché…”
E completa la frase senza pensarci troppo.
Esempi:
- non posso cambiare lavoro perché è troppo tardi
- non posso parlare davanti agli altri perché mi blocco
- non posso guadagnare di più perché non sono portato per vendere
- non posso avere una relazione sana perché scelgo sempre male
Quello che scrivi dopo il perché è quasi sempre una credenza limitante.
2. La domanda che smonta tutto
Capire da dove arriva può essere utile così la puoi riconoscere e rispedire al mittente (con gratitudine) ma non è indispensabile.
Prendi quella frase e chiediti: “Chi me l’ha fatta credere?”
Spesso esce roba tipo:
- un genitore
- un insegnante
- un ex partner
- una figuraccia fatta anni fa
- una critica sentita mille volte
A quel punto ti accorgi che quella “verità assoluta” in realtà è un’opinione che hai adottato a causa di qualcun altro che non aveva capito un cazzo di cosa e come dire (ma si può credere a una persona del genere e perpetuare a crederci??!?)
3. Creare la credenza illimitante
Qui la gente di solito fa un errore enorme.
Passa da: “non valgo niente”
a
“sono una persona straordinaria e posso tutto”.
Il cervello ti guarda e dice: “ma che cazzo stai dicendo?” (anche se è vero)
Infatti non funziona a lungo termine.
La credenza nuova deve essere credibile.
Esempio:
Credenza limitante: “Non sono capace di parlare in pubblico.”
Credenza illimitante (realistica): “Non sono ancora bravo, ma è una competenza che posso imparare.”
Vedi la differenza?
Non è fantasia pompata sotto anfetamine.
È possibilità. E le possibilità rendono le cose possibili, fattibili.
Secondo esercizio alternativo
Prendi la tua credenza limitante e trasformala così:
1. Scrivi la credenza attuale
“Non diventerò mai ricco.”
“Non merito i soldi.”
“I soldi sono per altri, non per me.”
2. Rendila neutra
“I soldi sono illimitati e a disposizione di tutti, anche per me.”
“Il rapporto con i soldi si può cambiare.”
“Il denaro è una risorsa che si può imparare a gestire.”
3. Rendila espansiva
“Tutti possono essere ricchi, anch'io.”
“Posso permettermi più abbondanza nella mia vita.”
“Posso sviluppare un rapporto libero e sano con i soldi.”
Questa è una credenza illimitante.
Non dice che sei un genio, dice che non sei bloccato e che questo da la possibilità di fare azione.
Ti lascio degli esempi da cui puoi prendere ispirazione e riferimento
Ma fai l’azione concreta che hai deciso tu e che fa per te, altrimenti resterai sempre li bloccato/a.
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Credenza limitante / Schema (derivato da una ferita emotiva) |
Cosa ti fa fare nella vita |
CREDENZA ILLIMITANTE |
AZIONE CONCRETA |
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Non valgo abbastanza per essere scelto |
accetti relazioni mediocri, lavori sottopagati, situazioni che non ti rispettano |
Il mio valore non dipende da chi mi sceglie (ma ti puoi figurare) |
Inizia a dire no a ciò che ti svaluta (e sii orgoglioso/a di averlo fatto) |
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Se mostro chi sono davvero, verrò rifiutato |
nascondi parti di te, ti adatti agli altri |
Posso essere me stesso e non piacere a tutti (evviva!) |
Esprimere un’opinione che di solito tratterresti (con educazione e rispetto si può dire tutto quello che si vuole) |
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Non merito di essere felice davvero |
autosabotaggio quando le cose iniziano ad andare bene |
La felicità non è qualcosa da meritare (è una responsabilità e un dovere per te stesso/a) |
Non distruggere qualcosa che funziona (prima di parlare, inviare un messaggio in preda dalla paura, fermati, respira profondamente e guarda tutto come se fossi una persona esterna) |
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Se fallisco, dimostro che sono un fallito |
non provi neanche a fare cose nuove |
Fallire è un evento, non un’identità (non averne paura, fa parte della vita e da qui nascono le grandi opportunità) |
Fare una cosa che stai evitando (una scelta, un abbraccio, un corso, correre, un viaggio, vivere) |
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Gli altri sono migliori di me |
confronto continuo, senso di inferiorità |
Ognuno ha un percorso diverso (e tu hai il tuo che è fantastico, magari c’è qualcuno che invidia il tuo. Non guardare gli altri, agli altri non importa di te e della tua vita FIDATI) |
Smettere di confrontarti appena il pensiero si infila (quando arriva fermati e di alla tua mente “Ok, ma no perché la mia vita e le mie azioni non sono basate sugli altri, solo sul mio bene -sano-”) |
|
Sono troppo rotto per cambiare davvero, ormai è tardi per me |
Rassegnazione, immobilità |
Finché sono vivo posso cambiare, posso cambiare anche se ho le ferite (figa, devi! È una tua responsabilità la vita che ti hanno donato) |
Fare un micro cambiamento (è un passo alla volta, anche solo che stai leggendo questo articolo è un passo. Poi metti in pratica con un’azione concreta) |
Ovviamente devi adattarle alla tua credenza, li ho lasciati abbastanza neutri (soprattutto l’ultimo) perché non riesco in un articolo entrare nella specificità di ogni caso.
Le credenze non cambiano con il sapere e il pensiero.
Cambiano con l’esperienza e l’azione ripetuta.
Se continui a comportarti come prima, il cervello dirà “Vedi? Avevo ragione io.”
Quindi ogni credenza nuova deve avere una micro-azione collegata.
Esempio:
Nuova credenza: “Posso imparare a parlare in pubblico.”
Azione: fare una domanda durante una riunione, una chiaccherata, al bar.
Non un TED talk. Una domanda.
Inoltre le credenze sono lenti e calamite.
Lenti, perché filtrano la realtà.
Calamite, perché attrai situazioni che confermano quella credenza.
Se credi: “La gente mi giudica.”
- lente: noti subito sguardi, silenzi, micro-reazioni
- calamita: finisci spesso in situazioni dove ti senti osservato o criticato
Se credi: “Prima o poi mi abbandonano.”
- lente: interpreti ogni distanza come un segnale di distacco
- calamita: ti ritrovi in relazioni instabili o con persone poco disponibili
Se credi: “Non valgo abbastanza.”
- lente: minimizzi i complimenti e amplifichi gli errori
- calamita: entri in contesti dove vieni davvero poco riconosciuto
Se credi: “Non posso fidarmi di nessuno.”
- lente: cerchi subito segnali di tradimento
- calamita: incontri persone che confermano questa sfiducia
Se credi: “Non merito i soldi.”
- lente: ogni guadagno ti sembra casuale o temporaneo
- calamita: fai scelte che mantengono la tua situazione economica bloccata
Se credi: “Non diventerò mai ricco.”
- lente: vedi solo i rischi o le difficoltà nel migliorare la tua situazione
- calamita: resti in ambienti o abitudini che tengono il denaro lontano
La credenza diventa una specie di radar interno: filtra ciò che vedi e ti porta verso esperienze che la confermano.
Riassunto super easy dell'esercizio per creare credenze illimitanti
- individua la credenza limitante
- scopri da dove arriva (non obbligatorio, ma aiuta a liberarsene)
- trasformala in una versione possibile
- collegala a una piccola azione reale
- ripeti l’esperienza abbastanza volte
E piano piano succede una cosa, la vecchia credenza perde potere. Non perché l’hai combattuta. Ma perché hai iniziato a vedere le cose e a fare (e pensare) diversamente.
E alla fine il cervello fa quello che fa sempre.
Si adatta alla realtà che vede e che si ripete più spesso.
Anche se all’inizio gli sembrava impossibile.
Ma noi dell’impossibile ce ne fottiamooo e
spingiamo a creare credenze illimitanti a nastrooo
Ricorda: UN PASSO ALLA VOLTA. Fanne una e applica l'azione.
Poi ne farai un'altra. Non voler tutto subito, non funziona.