Art. 60 | Per voi è normale vivere con i blocchi/paure/schemi bloccanti

A forza di viverci dentro, tutto diventa normale.

Ma “normale” non vuol dire sano.

Vuol dire solo conosciuto.

 

Molti di questi schemi non li hai scelti, li hai imparati.

Da piccolo/a osservi, assorbi, ti adatti.

Costruisci modi di essere per stare al sicuro, per essere accettato/a, per ricevere amore.

 

E quei modi, all’inizio, funzionavano.

Il problema è che poi cresci.

E quello che ti proteggeva… inizia a bloccarti.

 

Qui arriva la parte scomoda: dare la colpa ai genitori è facile.

E a volte è anche comprensibile perché sì, tanto (o tutto) nasce da lì.


Nelle dinamiche, nelle parole, nei silenzi, in quello che hai ricevuto e in quello che è mancato.

 

Ma restare lì, fermi in quel punto, non ti libera. Ti tiene legato/a.

 

A un certo punto, quando ti accorgi che certi schemi si ripetono hai due strade:

  1. Continuare a spiegarti tutto con il passato

oppure

  1. Iniziare a prenderti responsabilità del presente.

 

Responsabilità vuol dire riconoscere che oggi sei tu che puoi fare qualcosa.

Anche se non hai scelto da dove parti, puoi scegliere come continuare.

 

I blocchi non spariscono perché li capisci una volta.

Non basta dire: “ok, lo faccio perché da piccolo/a…”

Serve starci dentro in modo diverso:

  1. RICONOSCERLO: notare quando succede
  2. Fermarti prima della reazione automatica
  3. Scegliere, anche male, ma scegliere di non reagire più in base al solito schema

 

All’inizio è scomodo, ti sembra innaturale.

Perché stai rompendo qualcosa che per anni è stato il tuo “normale”.

 

La verità è questa: non sei sbagliato/a perché hai quei blocchi, ma non sei nemmeno obbligato/a a tenerteli e continuare a dare la colpa ai genitori e al passato.

Vuol dire niziare a vivere per come scegli di essere.

 

Puoi continuare a dire “sono fatto così”.

Oppure puoi iniziare a chiederti: “ok, e adesso?”

Perché il passato spiega, ma non decide.

 

E a un certo punto, nemmeno giustifica più di incolparlo e di vivere di merda.

 

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