Art. 73 | Ognuno risponde per chi è

Facciamola semplice.

Se uno ti risponde male, non è colpa tua.
Se qualcuno ti ignora, non dice che sei tu che non vai bene.

Se una persona è acida, passivo-aggressiva, invadente o totalmente assente… indovina un po’?

Sta parlando di sé. Anche se non se ne rende conto.

 

E no, non è una frase per farti mandare giù il rospo, è proprio così che bisogna prendere la gente.

 

Ognuno di noi si muove nel mondo con il proprio zaino emotivo pieno di roba: stress, ferite, insicurezze, aspettative, giornate storte, traumi grandi e piccoli, stanchezza e fame (che non vanno sottovalutate).

 

E indovina su chi rovescia tutto questo? Su chi capita.

Tu.

O tu per gli altri.

 

Il punto è che noi spesso facciamo l’errore opposto: prendiamo tutto sul personale.

Uno è scortese → “ho fatto qualcosa di sbagliato”

Uno sparisce → “non valgo abbastanza”

Uno ti critica → “forse ha ragione”

Magari sì, ma molto più spesso no.

 

Molto più spesso quella persona sta semplicemente reagendo al suo mondo interno, non a te.

Tu sei solo lo specchio davanti in quel momento.

 

E questa cosa, se non la vedi, ti stanca e distrugge più di quanto immagini.

NOTA: è giusto ascoltare gli altri e valutare la possibilità di miglioramento. La nostra responsabilità è un dovere per noi e per gli altri.

E guarda che vale anche al contrario.

Quando sei nervoso/a, stanco/a, frustrato/a e rispondi male a qualcuno… stai parlando di lui o di te?

Esatto.

 

Il comportamento è sempre una traduzione approssimativa di qualcosa che succede dentro. E come tutte le traduzioni, se non sei un esperto, spesso è fatta male.

Questo non vuol dire giustificare tutto. Se qualcuno si comporta di merda, si comporta di merda. Punto.

NOTA: restiamo sempre con un punto di vista esterno. Nelle relazioni la ragione sta a metà. Ma sui comportamenti che mancano di rispetto ed educazione non c’è giustificazione. È solo uno stronzo.

Ma vuol dire smettere di pensare che OGNI atteggiamento sia una sentenza sul tuo valore.

 

Perché non lo è.

  • C’è chi è freddo perché non sa stare vicino
  • C’è chi attacca perché è in difesa
  • C’è chi sminuisce perché non regge il confronto
  • C’è chi sparisce perché non sa gestire il contatto.

E no, non è tuo compito sistemarli.

 

Il tuo compito è non farti carico di ciò che non è tuo.

 

Ovvio che se ci tieni una mano, una parola, un gesto nei suoi confronti è bello, ma non è una tua responsabilità salvare le persone. Ognuno salva sé stesso.

Quando inizi a capirlo davvero, succede una cosa molto liberatoria: smetti di rincorrere spiegazioni inutili, smetti di giustificarti sempre, smetti di pensare “cosa ho fatto di sbagliato”.

E inizi a pensare: “Ok. Questo è suo.”

 

Non con superiorità, con leggerezza.

Non è diventare insensibili, è diventare selettivi con ciò che ti prendi addosso.

 

La vera libertà emotiva non è piacere a tutti, è non farti definire dalle reazioni degli altri.

Perché il comportamento degli altri parla di loro. Sempre.

 

Tu occupati del tuo, è già abbastanza.

 

Vuoi che facciamo una scommessa?

Ti descrivo come sei! O chi è la persona con cui ti raffronti che è così…

Leggi qui e vediamo se ci azzecco...

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