Facciamola semplice.
Se uno ti risponde male, non è colpa tua.
Se qualcuno ti ignora, non dice che sei tu che non vai bene.
Se una persona è acida, passivo-aggressiva, invadente o totalmente assente… indovina un po’?
Sta parlando di sé. Anche se non se ne rende conto.
E no, non è una frase per farti mandare giù il rospo, è proprio così che bisogna prendere la gente.
Ognuno di noi si muove nel mondo con il proprio zaino emotivo pieno di roba: stress, ferite, insicurezze, aspettative, giornate storte, traumi grandi e piccoli, stanchezza e fame (che non vanno sottovalutate).
E indovina su chi rovescia tutto questo? Su chi capita.
Tu.
O tu per gli altri.
Il punto è che noi spesso facciamo l’errore opposto: prendiamo tutto sul personale.
Uno è scortese → “ho fatto qualcosa di sbagliato”
Uno sparisce → “non valgo abbastanza”
Uno ti critica → “forse ha ragione”
Magari sì, ma molto più spesso no.
Molto più spesso quella persona sta semplicemente reagendo al suo mondo interno, non a te.
Tu sei solo lo specchio davanti in quel momento.
E questa cosa, se non la vedi, ti stanca e distrugge più di quanto immagini.
NOTA: è giusto ascoltare gli altri e valutare la possibilità di miglioramento. La nostra responsabilità è un dovere per noi e per gli altri.
E guarda che vale anche al contrario.
Quando sei nervoso/a, stanco/a, frustrato/a e rispondi male a qualcuno… stai parlando di lui o di te?
Esatto.
Il comportamento è sempre una traduzione approssimativa di qualcosa che succede dentro. E come tutte le traduzioni, se non sei un esperto, spesso è fatta male.
Questo non vuol dire giustificare tutto. Se qualcuno si comporta di merda, si comporta di merda. Punto.
NOTA: restiamo sempre con un punto di vista esterno. Nelle relazioni la ragione sta a metà. Ma sui comportamenti che mancano di rispetto ed educazione non c’è giustificazione. È solo uno stronzo.
Ma vuol dire smettere di pensare che OGNI atteggiamento sia una sentenza sul tuo valore.
Perché non lo è.
- C’è chi è freddo perché non sa stare vicino
- C’è chi attacca perché è in difesa
- C’è chi sminuisce perché non regge il confronto
- C’è chi sparisce perché non sa gestire il contatto.
E no, non è tuo compito sistemarli.
Il tuo compito è non farti carico di ciò che non è tuo.
Ovvio che se ci tieni una mano, una parola, un gesto nei suoi confronti è bello, ma non è una tua responsabilità salvare le persone. Ognuno salva sé stesso.
Quando inizi a capirlo davvero, succede una cosa molto liberatoria: smetti di rincorrere spiegazioni inutili, smetti di giustificarti sempre, smetti di pensare “cosa ho fatto di sbagliato”.
E inizi a pensare: “Ok. Questo è suo.”
Non con superiorità, con leggerezza.
Non è diventare insensibili, è diventare selettivi con ciò che ti prendi addosso.
La vera libertà emotiva non è piacere a tutti, è non farti definire dalle reazioni degli altri.
Perché il comportamento degli altri parla di loro. Sempre.
Tu occupati del tuo, è già abbastanza.
Vuoi che facciamo una scommessa?
Ti descrivo come sei! O chi è la persona con cui ti raffronti che è così…
Leggi qui e vediamo se ci azzecco...