Art. 75 | Quando capire e sapere non basta

Sta frase è il punto cruciale di ogni evoluzione personale: “Lo so razionalmente, ma non riesco a cambiare.”

 

Hai letto, capito, analizzato, collegato i puntini. Sai perché reagisci così, sai da dove arriva, sai cosa non funziona… eppure continui a farlo.

E allora pensi che ci sia qualcosa che non va in te, ti vuoi scavare una fossa profonda e ti ci vuoi buttare dentro.

 

Il punto è semplice: la testa ha capito, il corpo no.

 

Il cambiamento non avviene quando capisci una cosa.

Avviene quando smetti di reagire in automatico.

 

E le reazioni automatiche non stanno nella parte razionale ma stanno nel sistema di difesa, detta inconscio.

 

Tu puoi sapere tutto sulla tua ferita, sul tuo schema, sul perché ti chiudi, scappi, controlli o ti arrabbi. Ma nel momento in cui qualcosa ti tocca davvero, parte il pilota automatico. E lì la teoria va a farsi benedire.

 

Non è mancanza di volontà, è che stai cercando di cambiare una risposta emotiva con un ragionamento logico. E non funziona.

 

Il cervello emotivo non ragiona, reagisce.

Fa quello che ha imparato a fare per proteggerti quando non avevi alternative migliori.

 

Siamo ancora legati agli schemi del passato e continuiamo a riproporli e a riviverli.

Per questo continui a fare cose che sai non ti fanno bene.

 

La soluzione non è capire di più, è sapere come vogliamo in realtà essere: reagire, pensare, avere, essere.

E tutto questo passa dal corpo.

 

Fermi tutti, ora mi spiego: il passato ci fa da enciclopedia e risponde per le nozioni apprese con automatismi nati dopo aver provato emozioni, per lo più negative (ovviamente). Questi automatismi sono i nostri comportamenti che sono radicati nel corpo, nell’inconscio.

Se noi educhiamo l’inconscio a nuove prospettive legate a nuove emozioni da provare, qui cambia lo schema. Perché il corpo cercherà di riprodurre queste emozioni (belle).

 

Ma come si faaaa???

 

Pronti! Per riuscire a creare nuove prospettive bisogna crearle con la mente e legarle all’emozione.

 

NOTA: l’inconscio non distingue se un evento è realmente accaduto o meno.

NOTA 2: è stato provato scientificamente che il 50% dei ricordi sono sbagliati

E per poter creare le nuove prospettive si fa così: sapere cosa si vuole, intenzione e meditazione.

Non prendere questo ultimo termine come se dovessi trasferirti in Tibet.

Devi sapere solo una cosa: FUNZIONA. Dunque non essere scettico. Fidati della Serena.

 

Lo stato meditativo in realtà è solo una disconnessione dall’ambiente e dai pensieri (solo?!?) ed essere presenti con la mente nel momento e nel proprio corpo.

 

Sembra più difficile di quanto pensi.

 

E se ti viene qualche pensiero dall’esterno, lo devi guardare come una nuvola che passa e tu non gli dai attenzione oppure gli dici “Ok, dopo ti ascolto.”

Ma qui il discorso sta andando lungo e mi fermo, ne parlerò in un altro articolo.

 

Solamente così si riesce ad integrare quella che è tutto il nostro sapere ad una nuova prospettiva, una nuova vita dove tutte quelle paure, ferite, schemi e schifezze varie le conosciamo, non le vogliamo più, in parte siamo anche riusciti a lasciarle andare. Solo con la visione di una vita nuova fai il vero salto (quantico). La tua vera vita.

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